Il fondatore
Progettista, artista e curioso per vocazione.
La storia di Roberto
Osservare, sporcarsi le mani, ricominciare
Nato a Capua
Sono nato a Capua nel 1969 e, ancora oggi, faccio fatica a separare il mio lavoro dalla mia curiosità. Del resto, per me creare è sempre stato questo: osservare il mondo, lasciarmi incuriosire dalle cose e provare a trasformarle in qualcosa di nuovo.
Lavoro come progettista d’interni nel mio negozio-laboratorio, un luogo che negli anni è diventato molto più di uno spazio di lavoro. È il mio piccolo universo creativo, dove progetto, costruisco, sperimento e mi lascio sorprendere da quello che può nascere da una materia, da un colore o da un’idea che, almeno all’inizio, non sa ancora bene dove vuole arrivare.
Il bambino che inventava
Credo che il mio rapporto con l’arte sia cominciato molto prima che sapessi cosa fosse davvero l’arte. Da bambino ero attratto dai colori, dalle forme e dalla possibilità di trasformare le cose. Mi piaceva inventare, sporcarmi le mani, provocare e coinvolgere gli altri nelle mie idee.
A pensarci bene, non è cambiato molto: sono cresciuto, ma quel bambino è ancora qui, probabilmente con più attrezzi a disposizione.
Lo spazio come scenografia
La mia formazione è partita dagli studi da geometra e si è sviluppata attraverso il design d’interni. Due percorsi che mi hanno insegnato a guardare lo spazio con attenzione, senza rinunciare all’immaginazione.
Mi piace pensare agli ambienti come a scenografie e agli oggetti che li abitano come a presenze capaci di raccontare qualcosa, suscitare emozioni e, perché no, strappare un sorriso.
Senza scegliere una sola strada
Nel corso degli anni ho attraversato linguaggi e materiali diversi: pittura, scultura, scenografia, carta, creta, disegno fumettistico e persino make-up per il teatro. Non ho mai sentito il bisogno di scegliere una sola strada.
Al contrario, è proprio la libertà di passare da una tecnica all’altra, di sbagliare, cambiare direzione e ricominciare che alimenta la mia ricerca.
I tondi di ferro ossidato
Tra i lavori a cui sono particolarmente legato ci sono i tondi in lamiera di ferro ossidata realizzati per la facciata della Casa della Divina Misericordia di Capua. Mi affascinava l’idea che una superficie apparentemente piatta potesse trasformarsi, attraverso lo sguardo di chi la osserva, acquistando profondità e rivelando qualcosa di diverso a ogni incontro.
Linguaggi e materiali attraversati
- Pittura
- Scultura
- Scenografia
- Carta
- Creta
- Disegno fumettistico
- Make-up per il teatro
Mi piace pensare a un’opera non come a qualcosa di immobile e definitivo, ma come a una presenza capace di cambiare, almeno un po’, a seconda di chi la guarda.
Dalle sue mani
Le Mater sono nate così
Roberto prende la forma delle antiche Madri di Capua e la trasforma, liberamente, con il colore e la fantasia. Ogni Mater è dipinta a mano, ed è un pezzo unico.